
BIOGRAFIA
Salvatore Ferma è nato a Ragusa il 16 novembre 1913. Dopo aver compiuto gli studi artistici nella stessa città, prima corsi serali di disegno e poi 4 anni di scuola d’arte, si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti di Palermo al corso di pittura di Pippo Rizzo e si diplomò nel 1940. Nel 1938 vinse i littoriali della pittura con una grande tela - “Vita dei Campi” - non finita e inoltrata dal maestro Rizzo quasi all’insaputa del giovane artista. Grazie a questo successo partecipò alla successiva edizione della Biennale di Venezia. Fra il ’39 e il ’40, in tacita reazione all’episodio dei littoriali, si dedicò quasi esclusivamente all’incisione realizzando una cinquantina di lastre che costituiscono un corpus incisoria inspiegabilmente non più proseguito. Passato all’insegnamento di Educazione Artistica nelle scuole medie statali di Ragusa e di Roma, dove si trasferì con la famiglia nel 1960, in quest’ultima trovò spunti di appassionata dedizione che non lo distolsero da un lavoro fecondo quanto solitario. Nel 1970 tornò a Ragusa per eseguire un notevole grande affresco presso la sala delle riunioni della Camera di Commercio della città.
Di carattere schivo, cedette talvolta alle pressioni di amici che spinsero l’artista a partecipare a delle mostre collettive (dov’era sovente premiato), ma si dovette attendere il 1980 per la sua prima personale antologica, unica in vita, che venne allestita a Ragusa con il patrocinio dell’Ente della Provincia.
L’anno dopo la sua scomparsa, avvenuta senza clamore, così come si era svolta tutta la sua vita, nella casa romana il 25 maggio 1982, la città natale gli dedicò una rassegna antologica presso la sede comunale.
Nel 1984, presso il Palazzo degli Alessandri di Viterbo, si tenne un’ampia retrospettiva patrocinata dal Ministero dei Beni Culturali e dall’Ente Regione.
A 10 anni dalla sua scomparsa, nel Complesso Monumentale del San Michele a Ripa di Roma fu allestita una mostra antologica composta di 110 opere tra dipinti, disegni e incisioni. L’esposizione, inaugurata il 5 maggio e conclusasi il 21 maggio 1992, fu organizzata con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, della regione Lazio-Assessorato alla Cultura, del Comune di Roma e della Provincia e del Comune di Ragusa. Diverse autorità istituzionali ed esponenti della cultura italiana presero parte al Comitato d’Onore. La mostra fu curata dal critico d’arte Dott. Guido Giuffrè che, insieme al dott. Claudio Strinati, scrisse i testi del catalogo a testimonianza di quella esposizione.





